“Ho seguito con attenzione la polemica nata dalla pubblicazione dell’articolo di Riccardo Chiaberge sul Sole 24 ore relativa ai presunti dipendenti “fannulloni” degli Istituti italiani di cultura all’estero. Se è vero che in ogni organizzazione lavorativa c’è chi potrebbe rendere maggiormente, mi pare fuorviante attaccare l’intera categoria dei dipendenti come “gente super pagata che lavora poco” per poi salvare, soltanto alla fine, le cosiddette “eccezioni” nelle persone dei “funzionari colti e volenterosi che fanno onore al nostro Paese”. E’ ciò che ha dichiarato il deputato del PdL, On. Aldo Di Biagio, commentando l’articolo pubblicato sul supplemento domenicale del quotidiano del 15 giugno scorso.
“Ci sono – ha proseguito Di Biagio - molti addetti culturali e contrattisti preparati che operano al meglio in condizioni di esigue risorse economiche, sopperendo allo scarso numero di personale, e che meritano quindi di essere tutelati e sostenuti”.
“Certo – ha concluso l’On. Di Biagio – c’è da sperare che la segnalazione arrivata dal giornalista Chiaberge, possa servire da incentivo a chi lavora all’estero per rendere maggiormente efficace e produttiva la rete di promozione culturale del made in Italy”.
venerdì 20 giugno 2008
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