giovedì 2 ottobre 2008

interrogazione dell'On.Di Biagio

5/00370 : CAMERA - ITER ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00370
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 56 del 29/09/2008
Firmatari
Primo firmatario: DI BIAGIO ALDO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 26/09/2008
Commissione assegnataria
Commissione: XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)
Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE
POLITICHE SOCIALI delegato in data 26/09/2008
Stato iter: IN CORSO

Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 29/09/2008

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-00370
presentata da
ALDO DI BIAGIO
lunedì 29 settembre 2008, seduta n.056

DI BIAGIO. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al
Ministro dell'economia e delle finanze.- Per sapere - premesso che:

la chiusura dell'ospedale «San Giacomo», un significativo riferimento per una
vasta area del territorio cittadino che copre il centro storico di Roma ed il
territorio coperto dalla RMA, è stata predisposta all'indomani dell'approvazione
della legge regionale n. 14 del 2008 relativa all'assestamento di bilancio
annuale e pluriennale 2008-2010 della Regione Lazio il cui maxiemendamento era a
firma di Piero Marrazzo, commissario pro tempore per il risanamento finanziario
della sanità laziale e il conseguimento degli obiettivi previsti dal piano di
rientro del deficit;

in data 6 giugno 2007 è stato approvato il piano di riorganizzazione
dell'ospedale San Giacomo, finalizzato alla riqualificazione complessiva del
presidio, attraverso la razionalizzazione e lo sviluppo delle attività di
degenza e ambulatoriali, definita per il medio periodo, fino alla realizzazione
del complesso ospedaliero in zona Bufalotta, in aderenza alle indicazioni
programmatiche della Regione Lazio;

l'ospedale San Giacomo gode di strutture e tecniche all'avanguardia, poiché
negli ultimi 18 mesi sono stati ristrutturati, ed in parte ancora sono in fase
di ristrutturazione, interi reparti e servizi quali il Centro di rianimazione,
l'Unità Coronarica, il Reparto Nefrologia e Dialisi, Gastroenterologia,
Farmacia, Ortopedia, Psichiatria e Neurologia, il laboratorio di analisi e i Day
Hospital di Oncoematologia, per un costo complessivo di circa 15 milioni di
euro;

la ristrutturazione del presidio ospedaliero «San Giacomo» ha comportato
l'acquisto di attrezzature e strumentazioni mediche di eccellenza, oltre che la
realizzazione di impianti speciali di condizionamento che tecnicamente non
possono essere oggetto di ricollocazione in altre strutture ospedaliere essendo
impianti realizzati ad hoc;

secondo il Documento di programmazione sanitaria regionale di riabilitazione, il
Dipartimento di Emergenza Accettazioni dell'Ospedale San Giacomo si colloca ad
oggi, ancora al livello 1 nell'area Roma centro-est, restando, di fatto, esente
dalla graduale riformulazione al ribasso dei livelli, preambolo delle dinamiche
di chiusura e ricollocazione delle strutture ospedaliere;

l'eventualità del trasferimento e dello smembramento dei reparti dell'Ospedale
San Giacomo andrà ad intaccare il consolidato e profondo legame del personale
medico sul territorio, presupposto fondamentale della corretta e costruttiva
tutela della salute del cittadino;

in data 15 luglio 2008 è stato approvato l'organigramma delle unità operative
complesse con la individuazione delle unità operative semplici dell'Ospedale San
Giacomo, che costituisce il sostanziale adeguamento organizzativo delle
strutture presenti nell'atto aziendale necessario per la funzionalità dei
servizi;

la questione della gestione del trasferimento e riassorbimento del personale
medico e assistenziale della suddetta struttura non ha visto il coinvolgimento
attivo dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti delle
associazioni dei malati cronici, soprattutto i dializzati, da parte del
Commissario e della Regione Lazio;

l'ipotesi di trasferimento di tutto il personale sanitario e delle divisioni del
San Giacomo al nuovo Ospedale della zona Bufalotta, a cui fa riferimento la
Giunta regionale, risulta al momento priva di riferimenti concreti, poiché non
esiste ad oggi un progetto dello stesso;

non sono stati predisposti o formulati reali e concreti progetti alternativi al
frazionamento delle strutture del San Giacomo;

emerge dal piano progettuale che la chiusura del suddetto ospedale e il suo
successivo smembramento comporterà la realizzazione di un Ambulatorio di
continuità, così come accaduto per il Presidio Nuovo Regina Margherita, che sarà
operativo soltanto 12 ore al giorno, che occuperà una superficie di soli 500 mq,
rispetto agli 860 mq preannunciati dal Commissario Marrazzo, che non sarà un
Pronto Soccorso, né un posto di primo intervento, non potendo assicurare
l'esecuzione tempestiva e completa degli accertamenti diagnostici e delle
consulenze specialistiche garantite da un presidio ospedaliero;

è assolutamente necessario mantenere il presidio ospedaliero del San Giacomo
completamente operativo, garantendo in questo modo la tutela della salute dei
cittadini e la salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza con particolar
attenzione ai malati cronici residenti nell'area, e affinché si possa tutelare e
salvaguardare la professionalità virtuosa ed encomiabile degli operatori
sanitari facenti capo da anni al Presidio del San Giacomo -:

se, nell'ambito delle competenze proprie del commissario ad acta, non si intenda
valutare la compatibilità con i vincoli del piano di rientro di soluzioni
organizzative diverse da quelle attualmente annunciate. (5-00370)

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