mercoledì 8 ottobre 2008

Quando si calunnia senza sapere...

Calunnia...in italiano significa parlare e raccontare fatti e vicende che non hanno nulla a che fare con le persone o la persona oggetto di tutto ciò.

Questa mattina, qualche "buontempone" che di scherzi non ha idea...ha ritenuto opportuno spedire tutta una serie di email diffamatorie ed allucinanti, su storie assolutamente inventate che riguarderebbero l'On. Di Biagio.

Le cose che sono state scritte non sono nemmeno degne di commenti, perchè commentare una falsità od una bugia assolutamente gratuita, quando questa è costruita senza la benchè minima consapevolezza, ma tanto per "fare fumo" e gettare discredito su una persona onesta, corretta, che ha avuto la capacità di costruire il proprio futuro con le sue mani...Beh, lascio alla tristezza di questi loschi figuri le loro "fandonie" da circo fantascientifico, senza nulla aggiungere, se non il fatto che da sempre l'On Aldo Di Biagio è impegnato nella difesa dei disabili, dei poveri, delle persone che soffrono.

Questa è testimonianza, questa è realtà...questo non è lui a dirlo, ma io. Chi sono? E' presto detto, Paolo Bertocchi, malato irreversibile, totalmente invalido, costretto a vivere attaccato ad una macchina per portare avanti la mia vita, o ciò che ne rimane. Conosco Aldo da 28 anni, dalle nostre prime manifestazioni per i diritti dei più deboli, per la casa agli sfrattati, per coloro che ingiustamente venivano incarcerati...io lo testimonio, Aldo è forse l'unica persona perbene che io conosca...questo è realmente il suo problema, è una persona onesta.

Non c'è bisogno che dica altro, i maligni e gli ividiosi, non avranno storia...le persone oneste invece....FANNO LA STORIA. Aldo siamo tutti con te. W la libertà!

firmato: Gli amici disabili.

giovedì 2 ottobre 2008

Risposta al direttore di "Repubblica".

Gentile Direttore,

Con riferimento all’articolo di Repubblica, pubblicato in data 18.9.08, e relativo alla manifestazione di Colonia, vorrei solo precisare che sono un deputato del PdL e non di Forza Italia e che mi trovo decisamente distante, e assolutamente non coinvolto, dall’evento per cui mi si chiama in causa, che mi vede sicuramente vicino alla società civile rappresentata in piazza.

Mi dispiace che il mio “esordio” sul Tuo giornale abbia avuto riguardo ad un argomento del genere e mi auguro di avere miglior sorte in futuro, sperando di poter essere coinvolto su tematiche diverse.

Ti sarei grato se volessi ritenere opportuno pubblicare la mia breve precisazione.


Cordialmente

Aldo Di Biagio

17.09.2008 - Intervista all’Onorevole Di Biagio

1. Onorevole Di Biagio, quale sarà la linea politica del Governo nei confronti della Serbia e della sua integrazione in Europa?

Credo che sarà una linea favorevole ma la buona volontà non deve essere a senso unico. La Serbia deve dimostrare, con i fatti, di voler far parte dell’Unione Europea, facendo, una volta per tutte, i conti col passato e condannando chi si è reso protagonista di crimini contro l’umanità.
E’comunque un paese di cui non ritengo si possa fare a meno in un ottica di completa integrazione europea.

2. Secondo Lei, le politiche di delocalizzazione delle imprese italiane nei Paesi della regione balcanica sono pericolose per l'economia dell'Italia?

Assolutamente no. Considero questa regione molto importante per il ruolo che può giocare l’Italia per lo sviluppo della propria economia. Occorrono però garanzie certe per gli imprenditori italiani che intendono investirvi e, allo stesso tempo, l’imprenditoria italiana deve essere stimolata a confrontarsi costruttivamente con queste nuove realtà.

3. Sono reali e fattibili i progetti per la costruzione di centrali nucleari nei Balcani, e in particolare in Albania?

Sono reali e fattibili nella misura in cui nascano da progetti di partenariato tra l’Italia e il paese che ospita la centrale. Altrimenti l’idea di considerare la regione balcanica semplicemente come luogo su cui far sorgere centrali italiane, magari solo per averle lontano da casa, non mi trova affatto d’accordo.

4. Secondo alcuni analisti, la costa balcanica sarà la "colonia energetica" per l'Europa ed in particolare per la vicina Italia. Crede che le infrastrutture energetiche che saranno costruite, saranno rispettose per l'ambiente e la popolazione?

Ovviamente. Altrimenti non avrebbe alcun senso costruirle. Penso che i criteri del rispetto ambientale debbano essere unici ed assoluti a prescindere dal paese in cui si prevede la costruzione delle infrastrutture.

5. Secondo lei, i media occidentali hanno amplificato o meno i crimini compiuti nella ex Jugoslavia?

Non credo ci sia stata esagerazione da parte dei media, anzi forse la realtà è stata ancora peggiore. Resta comunque un capitolo da chiudere con la condanna dei colpevoli dei crimini di guerra per restituire, a questa regione, la dignità propria di un paese democratico che assolutamente merita.

6. Oggi assistiamo ad un vero paradosso economico, che vede la Comunità Europea chiedere la privatizzazione delle società come condizione per entrare in UE, mentre Paesi come Inghilterra e Stati Uniti decidono di nazionalizzare le Banche fallite. Come spiega tutto questo?

Una politica eccessivamente liberista può portare a degli squilibri per i quali si rende necessario l’intervento statale. Questo però non toglie valore ai progetti di privatizzazione che, ferma restando l’attenzione dello Stato, favoriscono la produttività e stimolano il mercato.

ALITALIA – ON. ALDO DI BIAGIO (PDL): “IL CENTRO SINISTRA IN CHIARA CONTRADDIZIONE”

“Il centrosinistra accusa Berlusconi di aver fatto saltare l’accordo con Air France, mentre fu la stessa CGIL a considerare la proposta di accordo assolutamente inadeguata” Lo ha dichiarato il deputato del PdL, On. Aldo Di Biagio.



“Era comunque chiaro – prosegue Di Biagio - quanto incompatibile sarebbe stato il piano di rilancio di Air France con le esigenze del nostro Paese, specialmente riguardo al turismo. Adesso occorre buon senso e, soprattutto, la necessità di salvaguardare sia i lavoratori Alitalia che l’importantissima realtà lavorativa rappresentata dall’indotto.”



“L’unica proposta concreta – conclude Di Biagio - resta quella della C.A.I. e se il Segretario della CGIL parla dell’eventualità di offerte straniere, lo esorto ad indicarci quali possano essere.”

ALITALIA

ON. ALDO DI BIAGIO (PDL): “SI E’ VOLUTO CERCARE UN RISULTATO POLITICO A DISCAPITO DEI LAVORATORI.”


“Il ritiro dell’offerta da parte della C.A.I. è il risultato del tentativo, da parte di alcune sigle sindacali, di ottenere un risultato politico all’interno della trattativa per il salvataggio dell’Alitalia.” Lo ha dichiarato il deputato del PdL, On. Aldo Di Biagio.

“Era chiaro – prosegue Di Biagio - che non ci fossero le condizioni per una trattativa ad oltranza e che occorreva una scelta razionale ed equilibrata che purtroppo non è stata condivisa da tutti.”

“Mi auguro – conclude Di Biagio – che, nonostante le difficoltà e i tempi brevissimi, la situazione possa essere recuperata e che, finalmente, possa prevalere il buon senso e la concreta tutela degli interessi di tutti i lavoratori.”

ALITALIA E SICUREZZA

ON. ALDO DI BIAGIO (PDL):“VELTRONI A PORTA A PORTA FA IL FINTO MODESTO E STRUMENTALIZZA EPISODI DI CRONACA CHE COINVOLGONO PERSONE DI COLORE”


“Lascia di stucco l’atteggiamento di Walter Veltroni, di voler prima prendersi i meriti della firma dell’accordo con Alitalia e poi fare il finto modesto di fronte a Vespa, continuando però ad autodefinirsi il protagonista decisivo di una trattativa in cui ha sempre sostenuto di non credere”. Lo ha dichiarato il deputato del PdL, On. Aldo Di Biagio, riferendosi all’intervento di Walter Veltroni a Porta a Porta.

“Strumentalizzare ogni fatto di cronaca che riguardi persone di colore – ha aggiunto Di Biagio riportandosi al tema della sicurezza - serve solo a creare un clima di tensione. Non è possibile che qualsiasi episodio di violenza, in cui siano coinvolte persone di razze diverse, debba essere ricondotto al razzismo, così come è altrettanto fuori luogo il conseguente collegamento alla storia del nostro Paese di settant’anni fa. E’ proprio questo atteggiamento superficiale e demagogico che crea tensione e contrasti, senza nulla aggiungere al tentativo di risolvere il problema.”

“Credo che, a questo punto, - ha concluso il deputato della PdL - sarebbe forse più opportuno cercare di portare il dibattito politico su temi più importanti invece di preoccuparsi del colore delle camicie del Premier.”

ALDO Di BIAGIO (PDL) incontra delegazione rumena a Montecitorio

Roma, 25 settembre 2008 – “La Comunità rumena in Italia rappresenta una grande risorsa per lo sviluppo del nostro sistema economico ed un riferimento non trascurabile per la produttività industriale italiana”. Non ha dubbi l’On. Aldo Di Biagio, deputato del PdL, eletto nella Ripartizione Europa, all’indomani dell’incontro con la delegazione rumena che si è svolto ieri nella cornice della Galleria dei Presidenti di Palazzo Montecitorio.

La delegazione presieduta dall’ex Premier rumeno Petre Roman, attualmente Alto Rappresentante del Governo rumeno per i rumeni all’estero, è stata accolta dall’On. Di Biagio, nell’ambito degli incontri di dialogo e dibattito bilaterali sostenuti dal deputato del PdL al fine di rafforzare ed intensificare le relazioni tra i due Paesi.

“Critico l’approccio talvolta demagogico e poco lucido sostenuto dai media italiani nei confronti delle recenti vicende che hanno coinvolto la comunità rumena in Italia – ha ribadito l’On. Di Biagio – ed in virtù di tali aspetti auspico maggiore chiarezza e maggiore oggettività da parte del sistema dell’informazione affinché possa essere valorizzato e conosciuto realmente un popolo culturalmente a noi molto affine”.

“Non dimentichiamo – ha rilanciato il deputato del PdL – che sono molti i lavoratori onesti di nazionalità rumena impegnati nelle nostre industrie e nelle nostre società, per cui dobbiamo identificarli in un tassello importante ed indispensabile del nostro sistema produttivo”.

“Sarà mia premura – ha concluso l’On. Di Biagio – predisporre futuri cicli di incontro e di dialogo politico e culturale che coinvolgano la stampa italiana e rumena per discutere sul futuro delle relazioni italo-rumene e per creare un terreno di reciproca conoscenza e di confronto costruttivo che esorcizzi l’immagine notevolmente negativa della Romania che, sotto il profilo mediatico, è andata definendosi nel nostro Paese ”.

interrogazione dell'On.Di Biagio

5/00370 : CAMERA - ITER ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00370
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 56 del 29/09/2008
Firmatari
Primo firmatario: DI BIAGIO ALDO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 26/09/2008
Commissione assegnataria
Commissione: XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)
Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE
POLITICHE SOCIALI delegato in data 26/09/2008
Stato iter: IN CORSO

Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 29/09/2008

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-00370
presentata da
ALDO DI BIAGIO
lunedì 29 settembre 2008, seduta n.056

DI BIAGIO. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al
Ministro dell'economia e delle finanze.- Per sapere - premesso che:

la chiusura dell'ospedale «San Giacomo», un significativo riferimento per una
vasta area del territorio cittadino che copre il centro storico di Roma ed il
territorio coperto dalla RMA, è stata predisposta all'indomani dell'approvazione
della legge regionale n. 14 del 2008 relativa all'assestamento di bilancio
annuale e pluriennale 2008-2010 della Regione Lazio il cui maxiemendamento era a
firma di Piero Marrazzo, commissario pro tempore per il risanamento finanziario
della sanità laziale e il conseguimento degli obiettivi previsti dal piano di
rientro del deficit;

in data 6 giugno 2007 è stato approvato il piano di riorganizzazione
dell'ospedale San Giacomo, finalizzato alla riqualificazione complessiva del
presidio, attraverso la razionalizzazione e lo sviluppo delle attività di
degenza e ambulatoriali, definita per il medio periodo, fino alla realizzazione
del complesso ospedaliero in zona Bufalotta, in aderenza alle indicazioni
programmatiche della Regione Lazio;

l'ospedale San Giacomo gode di strutture e tecniche all'avanguardia, poiché
negli ultimi 18 mesi sono stati ristrutturati, ed in parte ancora sono in fase
di ristrutturazione, interi reparti e servizi quali il Centro di rianimazione,
l'Unità Coronarica, il Reparto Nefrologia e Dialisi, Gastroenterologia,
Farmacia, Ortopedia, Psichiatria e Neurologia, il laboratorio di analisi e i Day
Hospital di Oncoematologia, per un costo complessivo di circa 15 milioni di
euro;

la ristrutturazione del presidio ospedaliero «San Giacomo» ha comportato
l'acquisto di attrezzature e strumentazioni mediche di eccellenza, oltre che la
realizzazione di impianti speciali di condizionamento che tecnicamente non
possono essere oggetto di ricollocazione in altre strutture ospedaliere essendo
impianti realizzati ad hoc;

secondo il Documento di programmazione sanitaria regionale di riabilitazione, il
Dipartimento di Emergenza Accettazioni dell'Ospedale San Giacomo si colloca ad
oggi, ancora al livello 1 nell'area Roma centro-est, restando, di fatto, esente
dalla graduale riformulazione al ribasso dei livelli, preambolo delle dinamiche
di chiusura e ricollocazione delle strutture ospedaliere;

l'eventualità del trasferimento e dello smembramento dei reparti dell'Ospedale
San Giacomo andrà ad intaccare il consolidato e profondo legame del personale
medico sul territorio, presupposto fondamentale della corretta e costruttiva
tutela della salute del cittadino;

in data 15 luglio 2008 è stato approvato l'organigramma delle unità operative
complesse con la individuazione delle unità operative semplici dell'Ospedale San
Giacomo, che costituisce il sostanziale adeguamento organizzativo delle
strutture presenti nell'atto aziendale necessario per la funzionalità dei
servizi;

la questione della gestione del trasferimento e riassorbimento del personale
medico e assistenziale della suddetta struttura non ha visto il coinvolgimento
attivo dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti delle
associazioni dei malati cronici, soprattutto i dializzati, da parte del
Commissario e della Regione Lazio;

l'ipotesi di trasferimento di tutto il personale sanitario e delle divisioni del
San Giacomo al nuovo Ospedale della zona Bufalotta, a cui fa riferimento la
Giunta regionale, risulta al momento priva di riferimenti concreti, poiché non
esiste ad oggi un progetto dello stesso;

non sono stati predisposti o formulati reali e concreti progetti alternativi al
frazionamento delle strutture del San Giacomo;

emerge dal piano progettuale che la chiusura del suddetto ospedale e il suo
successivo smembramento comporterà la realizzazione di un Ambulatorio di
continuità, così come accaduto per il Presidio Nuovo Regina Margherita, che sarà
operativo soltanto 12 ore al giorno, che occuperà una superficie di soli 500 mq,
rispetto agli 860 mq preannunciati dal Commissario Marrazzo, che non sarà un
Pronto Soccorso, né un posto di primo intervento, non potendo assicurare
l'esecuzione tempestiva e completa degli accertamenti diagnostici e delle
consulenze specialistiche garantite da un presidio ospedaliero;

è assolutamente necessario mantenere il presidio ospedaliero del San Giacomo
completamente operativo, garantendo in questo modo la tutela della salute dei
cittadini e la salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza con particolar
attenzione ai malati cronici residenti nell'area, e affinché si possa tutelare e
salvaguardare la professionalità virtuosa ed encomiabile degli operatori
sanitari facenti capo da anni al Presidio del San Giacomo -:

se, nell'ambito delle competenze proprie del commissario ad acta, non si intenda
valutare la compatibilità con i vincoli del piano di rientro di soluzioni
organizzative diverse da quelle attualmente annunciate. (5-00370)